Arcobaleno, dopo 12 anni parte il processo ma è subito rinviato
10 feb 2011
BARI – Dopo quasi 12 anni dall’avvio delle indagini Arcobaleno, su un presunto malaffare dietro gli aiuti umanitari voluti dal governo di Massimo D’Alema per sostenere la popolazione kosovara, in fuga dai bombardamenti serbi, parte il processo ma subisce subito uno stop: il collegio giudicante dovrà decidere su una eccezione di incompetenza territoriale. Quindi nuovo rinvio al 4 maggio prossimo.
Dunque, dopo oltre un lustro non è ancora chiaro se la competenza a decidere su questa vicenda sia del Tribunale di Bari o del Tribunale di Roma.
Sulla richiesta, il presidente del collegio ha chiesto tempo. Ulteriori giorni per capire se, nei fatti, non sia stata già eccepita negli anni passati una eccezione di incompetenza territoriale. Per far ciò, quindi, ha chiesto alla Procura il fascicolo composto nell’udienza preliminare. Al quarto piano della Procura della Repubblica, c’è una stanza interamente dedicata alle carte dell’indagine Arcobaleno. I cancellieri del procuratore aggiunto Pasquale Drago, dovranno districarsi tra miriadi di carte per trovare ciò che il giudice cerca. Successivamente, dopo che il fascicolo sarà consegnato, giungerà una decisione sulla questione della competenza.
Nel processo risultano 17 indagati, tra cui l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Barberi, all’epoca dei fatti capo della protezione civile; il suo segretario Roberto Giarola; il capo della missione Arcobaleno, Massimo Simonelli; il capo profughi di Valona Luciano Tenaglia; un volontario della Protezione civile Alessandro Mobono; ed Emanuele Rimini, Luca Provolo e Antonio Verrico. Secondo la Procura, gli imputati “si adoperavano per ottenere la nomina di Barbieri a direttore dell’Agenzia Protezione civile e quella di Cola (Fabrizio, all’epoca rappresentante sindacale dei vigili del fuoco, ndr) a componente del Cda, sebbene Cola non avesse titoli per farlo”. All’organizzazione, infine, è contestato di aver favorito ditte amiche per l’aggiudicazione di appalti pubblici”.
All’udienza di oggi, infine, è stata depositata anche la lista testi: 66 persone, tra le quali Sergio Cofferati e Walter Veltroni.
Entrambi dovranno riferire in merito alla nomina di Cola a consigliere ministeriale aggiunto.
Ivan Cimmarusti
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