Viterbo - 18 maggio 2010 - ore 2,10
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- Giro d'Italia, in 37 alla sbarra.
Si terrà questa mattina l'udienza per il processo Giro d'Italia, dal nome della maxioperazione condotta dai carabinieri nel 2005.
I reati contestati sono quelli di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, falso e gestione illecita di rifiuti.
Cinque i viterbesi coinvolti nella vicenda giudiziaria, uno dei quali, però, è morto nel frattempo e, di conseguenza, il reato nei suoi confronti si è estinto.
L'inchiesta, coordinata dai pm Stefano D'Arma e Franco Pacifici, fece emergere un traffico illecito di rifiuti che aveva come destinazione finale Viterbo.
Il blitz dei carabinieri decapitò un'intera organizzazione, che aveva come basi alcune cave del Viterbese, dislocate a Castel Sant'Elia, Vetralla e Capranica.
E' qui che, secondo l'accusa, venivano smaltiti i rifiuti prodotti in diverse regioni del Nord Italia.
Nell'udienza di questa mattina dovrebbero essere ascoltati gli imputati. Centinaia le parti civili, tra associazioni ambientaliste e privati.
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